Nell’edizione del 2 ottobre 2026, il quotidiano Alto Adige dedica un’intervista a Claudio Lombardo e alle sue esperienze di Barefoot Alpine Running. Matteo Igini ripercorre due imprese affrontate a piedi nudi: la salita alla Cima Grande di Lavaredo e la traversata integrale dell’Etna, dal versante nord a quello sud.
Dalla roccia delle Dolomiti al terreno vulcanico
Lombardo descrive la componente verticale della salita a Lavaredo, compiuta a metà settembre con Giovanni Anzelmo. Nel racconto dell’Etna, affrontato insieme all’alpinista Filip Babicz, emergono invece le difficoltà del terreno vulcanico, del vento e del freddo. Sono esperienze differenti, accomunate da un lavoro di preparazione quotidiano.
Preparazione, competenze e gradualità
L’intervista mette al centro l’adattamento progressivo, la conoscenza del proprio corpo e la presenza di un compagno nelle imprese più impegnative. Distingue inoltre il Barefoot Alpine Running dalle esperienze più graduali del Barefoot Alpine Method, senza presentarli come un invito a imitare attività estreme.
Le attività in montagna, a piedi nudi e al freddo comportano rischi: questo racconto non sostituisce preparazione, valutazione delle condizioni e accompagnamento qualificato.
L’intervista originale
Il PDF allegato contiene la pagina originale del quotidiano, in italiano. Questa presentazione ne riassume i temi principali; l’intervista completa e le fotografie restano attribuite alla fonte e ai rispettivi autori.
